La squadra di mister Bisoli prepara la delicatissima sfida contro il Parma. Il presidente Guarascio chiede una riforma della cadetteria
Otto gare per raddrizzare una stagione tormentata. Dopo la sosta il Cosenza studia il calendario di serie B: da qui a fine campionato saranno tutte finali per la squadra di mister Bisoli, al momento al terzultimo posto in classifica e in piena bagarre per evitare la retrocessione. Il primo impegno sarà al Marulla contro il quotato Parma di Gigi Buffon, una gara da vincere a tutti i costi, quindi le gare contro la Spal in trasferta e di nuovo in casa contro il lanciato Monza: da recuperare c'è poi anche il match contro il Benevento.
Per non lasciare nulla al caso, la società cosentina guidata dal presidente Eugenio Guarascio fa affidamento anche sull'apporto della tifoseria, promuovendo una inedita agevolazione per i supporter che riguarderà le partite casalinghe anona in programma. «Cinque gare al Marulla fino alla fine della stagione, cinque sfide cruciali da vincere con il supporto del popolo rossoblù per conquistare la salvezza. Il Cosenza Calcio ha predisposto dei miniabbonamenti che permetteranno ai sostenitori del Lupi di tifare dagli spalti del “Marulla” acquistando il pacchetto di tagliandi con uno sconto del 40% rispetto al prezzo ordinario»: è stato questo l'annuncio della società.
Intanto, lo stesso Guarascio ha illustrato alcune sue idee e proposte sui canali ufficiali del club calabrese commentando l’eliminazione dell’Italia dalle qualificazioni per il Mondiale in Qatar: «À un duro colpo per il nostro calcio e la conferma che stiamo sbagliando molto, non da ora, ma da diversi anni. Oggi paghiamo le conseguenze di errori commessi in passato quando abbiamo permesso che il nostro calcio perdesse la sua identità e non abbiamo messo in campo nessuna misura per arginare l’emorragia di talento che il nostro Paese ha sempre assicurato. Da questa disfatta - ha sostenuto il presidente del Cosenza - si riparte soltanto ricostruendo radicalmente il sistema, con riforme anche drastiche, capaci di rilanciare il calcio italiano. Una fase avviata dal presidente Gravina che ha ben chiare le criticità esistenti e gli ambiti di intervento. È evidente che si deve ripartire dai giovani, che devono essere protagonisti e non comparse nelle categorie superiori. È inaccettabile che il selezionatore dell’Under 21 faccia fatica a individuare calciatori che militano stabilmente nella massima serie e debba pescare in cadetteria e addirittura in serie C».
Per Guarascio «la riforma della serie B diventa impellente per aumentare le chance di centinaia di giovani atleti che oggi faticano ad emergere. La centralità dei settori giovanili deve essere valorizzata attraverso investimenti e lavoro di qualità, perché è fondamentale salvaguardare i talenti italiani».















